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Archivio Ottobre 2007
ROMA - Con un utile annuo pari a 90 miliardi di euro, una cifra equivalente a cinque manovre finanziarie o, se si preferisce, alla somma di otto "tesoretti", l'"azienda mafiosa" si classifica al primo posto nella classifica dell'imprenditoria italiana. Un primato difficile da spodestare, dato che il giro d'affari che ruota intorno a sfruttamento della prostituzione, traffico di droga e armi, estorsione, rapine e usura non sembra conoscere crisi.

Il rapporto sulla criminalità di "Sos Impresa" della Confesercenti delinea un quadro drammatico. In base ai dati raccolti, l'usura rappresenta la principale fonte di business criminale per la mafia, con circa 30 miliardi di fatturato. Il racket frutta ai clan 10 miliardi, 7 miliardi arrivano dai furti e dalle rapine, 4,6 dalle truffe, 2 dal contrabbando, 7,4 dalla contraffazione e dalla pirateria, 13 dall'abusivismo, 7,5 dalle mafie agricole, 6,5 dagli appalti e "solo" 2,5 dai giochi e dalle scommesse.

Dati che fanno ancora più impressione, se messi in relazione a tutti gli organismi e ai cittadini coinvolti nel giro dell'illegalità. Il racket delle estorsioni coinvolge 160 mila commercianti italiani, con una quote di oltre il 20 per cento dei negozi e punte dell'80 per cento negli esercizi di Catania e di Palermo. I commercianti e gli imprenditori subiscono 1.300 reati al giorno, praticamente 50 l'ora.
La collusione degli imprenditori. "Uno degli elementi che colpisce maggiormente - sottolinea il documento - è l'espansione della cosiddetta "collusione partecipata", un fenomeno che investe il gotha della grande impresa italiana, soprattutto quella impegnata nei grandi lavori pubblici. Gli imprenditori preferiscono venire a patti con la mafia piuttosto che denunciare i ricatti".

Confesercenti fa anche alcuni nomi di aziende che hanno "ceduto" alla criminalità. "Il colosso Italcementi - si legge nel rapporto - è uno di quelli che ha ceduto alla morsa, supportando maggiori costi, assumendosi numerosi rischi ed agevolando, così, l'espansione economica della cosca dei Mazzagatti.

Anche per i lavori della Salerno-Reggio Calabria gli imprenditori sono stati costretti a trattare con le cosche calabresi. La Impregilo - sempre secondo Sos Impresa - aveva insediato nelle società personaggi che, secondo gli inquirenti "da sempre avevano avuto a che fare con esponenti della criminalità organizzata e con imprese di riferimento alle cosche".

Prova provorum provarem

23
ott 2007
di Nkk

Operazione antiterrorismo in provincia di Perugia da parte dei carabinieri del Ros. Cinque gli arresti. Gli inquirenti ritengono di aver individuato una presunta cellula anarco-insurrezionalista.

I provvedimenti riguardano tutti cittadini italiani. Nel corso delle indagini sono state contestate condotte di natura terroristica che - secondo le prime informazioni degli investigatori- hanno riguardato anche importanti istituzioni della Regione umbra.

Per lo svolgimento della lunga e complessa indagine sono stati utilizzati sofisticati sistemi di indagine e apparecchiature tecniche che hanno permesso di accertare la presenza nella regione di una cellula anarco-insurrezionalista.


WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha intensificato con una serie di telefonate, le pressioni americane già in atto su Turchia, Iraq e leader curdi perché si astengano dall'esasperare la situazione lungo il confine che divide la Turchia dal Nord del'Iraq.

Bush ha telefonato oggi al collega turco Abdullah Gul esprimendo la sua "profonda preoccupazione" per i recenti attacchi "'dei terroristi del PKK contro soldati e civili turchi''. L'uccisione di almeno una dozzina di soldati turchi da parte dei separatisti curdi del Pkk ha reso molto tesa la situazione nella regione.

L'inquilino della Casa Bianca ha parlato anche in videoconferenza con il premier iracheno Nuri al Maliki, sollecitando una "rapida azione" nei confronti dei separatisti del PKK, che gli Usa considerano terroristi. "Maliki ha concordato con Bush che la Turchia non dovrebbe avere alcun dubbio sull'impegno degli Usa e dell'Iraq a por fine a tutte le attività dei terroristi su suolo iuracheno", ha spiegato un portavoce della Casa Bianca. "Non vogliamo vedere un ampliamento delle azioni militari in quell'area", ha ammonito il portavoce Tony Fratto. "Non pensiamo che operazioni unilaterali attraverso il confine siano il modo migliore per affrontare il problema", ha rincarato la dose il portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack. Il segretario di stato Condoleezza Rice aveva a sua volta telefonato al premier turco Tayyp Erdogan e al leader curdo Massoud Barzani, mentre l'ambasciatore americano a Baghdad Ryan Crocker si è incontrato col premier iracheno Nuri al-Maliki e col vice-presidente iracheno Jalal Talabani (che è curdo).
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